Articoli per ‘Kataweb’



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Brandizzati che è meglio

E’ un social network come Facebook certo, ma guai a usarlo male. LinkedIn è ormai da anni un punto di riferimento per chi offre e trova lavoro ed ha sostituito qualsiasi forma di curriculum vitae, soprattutto in alcuni settori lavorativi. La facilità di aprire un profilo su questo sito si scontra però con la capacità di utilizzarlo davvero al meglio. Non basta insomma esserci su LinkedIn perché qualcuno valuti le tue capacità.

Proprio per aiutare i suoi ottanta milioni di iscritti, di cui un milione solo in Italia, il sito ha appena lanciato BrandYou. Si tratta di una campagna di comunicazione che serve a spiegare agli utenti come valorizzare al meglio il proprio profilo. Se nel mondo occidentale la stabilità lavorativa è ormai un miraggio, tanto vale sfruttare gli strumenti che si hanno a disposizione per emergere dalla massa. Trattare il proprio nome e le proprie competenze come un vero brand insomma, da promuovere, aggiornare e posizionare sul mercato.

Ma in cosa consiste concretamente BrandYou? Per iniziare a ‘valorizzarsi’ serve innanzitutto conoscersi. Ecco allora un breve test che aiuta a capire che tipo di brand si è. Le semplici domande riguardano il proprio rapporto con la sfera lavorativa, con i social network e con l’aggiornamento professionale. Alla fine del quiz viene fornito un risultato che identifica approssimativamente il tipo di brand: alternativo, ribelle, con uno scopo, multibrand o addirittura guru.

Scoperti i punti forti e quelli deboli, il passo successivo è iscriversi al gruppo BrandYou di LinkedIn. Si tratta di uno spazio curato da esperti di brand managment, che aprono discussioni e forniscono consigli su come valorizzare il proprio spazio sul web. E’ però richiesta una discreta conoscenza dell’inglese, visto che buona parte dei contributi sono scritti in questa lingua.

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ItaliaCamp, innovazione (anche) a Sud

Innovazione, idee e futuro: adesso tocca al Sud. Con più di mille iscritti e cento nuovi progetti da esporre, arriva a Lecce la seconda tappa dell’ItaliaCamp , la rete promossa dall’omonima associazione di imprenditori, ricercatori e professionisti rigorosamente under 35. L’obiettivo è uno solo: raccogliere gli spunti più interessanti partiti dal basso per trasformarli in vere e proprie imprese che possano creare lavoro e innovazione nei diversi settori: dalla ricerca all’energia, dall’ambiente alla scienza.

Il progetto ItaliaCamp è partito a Roma lo scorso ottobre ed è stato lanciato insieme al concorso “La tua idea per il paese”. Attraverso la struttura del BarCamp, tutti i creativi hanno a disposizione 5 minuti per esporre il loro progetto e altri dieci per ascoltare i commenti e i suggerimenti dei presenti.

La seconda tappa dell’ItaliaCamp sarà ospitata dall’Università del Salento di Lecce (sabato 20 novembre alle 9 e 30), mentre gli ultimi due appuntamenti si terranno a Bruxelles e Milano, rispettivamente a gennaio e marzo. A Lecce saranno presentate le iniziative provenienti dal Mezzogiorno: dalle realtà imprenditoriali ai principali atenei di Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Basilicata, Abruzzo e Molise.

Alla fine della tappa, il comitato scientifico seleziona le dieci migliori idee ascoltate che, come in un torneo, passano al turno successivo. Nella tappa di Roma sono stati selezionati progetti legati al riciclo e alla gestione dei testi delle biblioteche, piattaforme per la riabilitazione a distanza, sistemi per la produzione di energia a basso impatto, strumenti per l’inserimento al lavoro dei dottorati.

Alla fine del tour dell’ItaliaCamp, i quaranta finalisti delle diverse località subiscono una scrematura finale da parte di un comitato strategico, fino a diventare dieci progetti. Questi verranno presentati in un evento a Palazzo Chigi nel 2011. Per le dieci idee “sopravvissute” partirà il processo di realizzazione grazie all’affidamento a dei team specializzati. Dall’idea all’impresa.

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Messenger 2010 for dummies

La sua prima incarnazione è datata addirittura 1999 ma anche dopo dieci anni, un’eternità per il mondo di internet e dei computer, milioni di navigatori continuano ad utilizzarlo. Parliamo di Windows Live Messenger, il programma di chat di Microsoft, che si è da poco rinnovato per adattarsi al web dei nostri giorni.

Integrazione con i social network, condivisione più agevole di filmati e foto, video chat in hd sono alcune delle novità di Live Messenger 2011. Scopriamo come sfruttare al meglio l’ultima fatica del gigante di Redmond.

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Un giro sul Legend

Cellulare Htc e sistema operativo Android: un binomio che negli ultimi anni è diventato sinonimo di  prodotti eccellenti, superando per qualità marchi e brand molto più conosciuti. La recente tradizione del produttore taiwanese si conferma anche con il Legend, uno degli smartphone di fascia alta più interessanti sul mercato. Funzioni avanzate, ampia personalizzazione, ottima integrazione con i social network e il web e soprattutto una scelta dei materiali davvero convincente. Vediamo nel dettaglio che sorprese ci riserva questo Legend, in vendita nei negozi a circa 400 euro.

Aspetto e Hardware. Se il Legend fosse un computer portatile sarebbe senza dubbio un MacBook Pro. Questa associazione, che per gli amanti della mela può suonare come una bestemmia, è d’obbligo andando a vedere il rivestimento del cellulare Htc: corpo in alluminio con innesti in gomma, linee essenziali, pochi tasti a rilievo e schermo Amoled touch capacitivo da 3,2 pollici. Anche i colori, mix di metallizzato e nero, richiamano subito alla mente (sarà un caso?) il famoso portatile della Apple. La scocca si fa apprezzare anche per la possibilità di estrarre la batteria, che scorre sotto il guscio senza interrompere la solidità del disegno complessivo con leve o rientranze.

La scelta di rivestire il Legend in alluminio crea qualche problema solo nei giorni più freddi, in cui la scocca esterna diventa gelida e l’impossibilità di usare i guanti (il touch screen capacitivo non funzionerebbe) può causare più di un fastidio “termico” se si abita in zone che vanno sotto zero.

L’aspetto del Legend è simile a quello degli altri smartphone touchscreen, con uno schermo che domina frontalmente e pochi tasti a rilievo. Nel nostro caso abbiamo in alto l’accensione, di lato il volume e appena sotto lo schermo quattro tasti con funzioni varie. Nella parte inferiore del cellulare, in corrispondenza di una curvatura, c’è poi un piccolo trackpad circolare che funziona anche da grilletto per la fotocamera o al posto del dito per la selezione dei programmi. Si tratta di un passo in avanti rispetto alle trackball viste sui BlackBerry o sul Nexus One, ma la reattività ancora non ci convince ed è largamente preferibile agire con le dita.

Sul retro c’è la fotocamera da 5 megapixel con flash al led che compie bene il suo dovere sia con le foto che con i video, seppure senza raggiungere la qualità dei cellulari Sony (ancora i migliori in questo settore). Per quanto riguarda le porte, c’è l’entrata per il jack cuffie collocato in alto vicino all’accensione e la porta miniUsb, ormai standard, per alimentazione e scambio dati in fondo al Legend.  Estraendo sul retro il piccolo sportello in gomma si può sostituire la batteria, inserire la sim e le MicroSD (senza di questa niente foto o musica) fino a 32 GB. Le specifiche nel dettaglio si possono leggere dal sito ufficiale.

Interfaccia e funzioni. Una volta acceso, il Legend saluta subito il proprietario chiedendogli (se li ha) i dettagli dei suoi account di Google, Facebook, Twitter e Flickr. Questo permette al Legend di sincronizzare tutti i contatti e le funzioni: ci si ritrova così la rubrica completa non solo dei numeri della sim, ma anche dei contatti su Facebook o Gmail, il calendario con gli appuntamenti di Google Calendar e i compleanni degli amici su Facebook e molto altro ancora. La sincronizzazione torna assai utile, anche se chi ha troppi amici o contatti potrebbe trovarsi sommerso dalle informazioni.

Il Legend utilizza il sistema operativo Android 2.1 di Google, con un’interfaccia realizzata ad hoc da Htc per i suoi terminali: Sense. Ci si ritrova così ad avere sette desktop da “sfogliare” e personalizzare con widget dalla tante funzioni: consultazione del meteo, delle mail, orologi e cronometri e soprattutto stream di informazioni dagli amici con la funzione “FriendStream” che raduna gli aggiornamenti di Facebook, Twitter e Flickr in una sola schermata. La possibilità di personalizzare il telefono e l’accesso diretto a varie applicazioni, sono forse le differenze più evidenti tra i sistemi Android e il software dell’iPhone.

Il Legend si merita una promozione su tutta la linea anche nelle funzioni di messagging, grazie a una tastiera virtuale ben progettata. Se i cellulari con touchscreen cadono spesso in questo campo, il prodotto Htc presenta invece un sistema sensibile ma preciso, con un programma di predizione e correzione in tempo reale quasi perfetto. Se digitando si commettono degli errori, cosa assai probabile con uno smartphone touch, il cellulare riconosce quale parola si voleva in realtà digitare. La digitazione diventa così fluida e veloce. La necessità di una tastiera qwerty reale non si fa rimpiangere.

Veloce e reattivo è anche il browser per navigare sul web, che può sfoggiare anche la compatibilità con Flash (non perfetta a dire il vero). Non si può poi parlare di smartphone touch senza discutere di applicazioni. Il cellulare viene venduto con una dotazione di partenza solo sufficente, che comprende lettori di Feed, client di Twitter, applicazioni per YouTube e per la lettura di documenti in Pdf e Office, mappe e meteo. Per tutte le altre necessità Il Legend può scaricare programmi dell’Android Market, molto fornito anche se di certo non ancora ai livelli dell’AppStore di Apple.

Giudizio. L’Htc Legend mostra una volta di più come Android sia un sistema completo che ha poco da invidiare all’iPhone. L’eccellente scelta dei materiali e la linea elegante del Legend si sposano bene con un cellulare ottimo per l’integrazione dai social network, la navigazione e il messaging. Qualche punto il Legend lo perde solo per una durata della batteria non al top, una fotocamera inferiore ad altri prodotti della stessa fascia di prezzo e un pacchetto di applicazioni iniziali solo sufficiente e con pochi giochi. Non ci ha del tutto convinti neppure il trackpad, a cui continuiamo a preferire il controllo diretto sul touchscreen. L’Htc Legend resta però uno dei migliori cellulari visti nel 2010.

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Hotmail vs Gmail, la sfida è (quasi) alla pari

Hotmail contro Gmail: la sfida inizia a farsi interessante. Il servizio di web mail di Microsoft, primo nel mondo per numero di utenti, ha rilasciato una nuova versione per andare a competere con la posta di Google, oramai da anni considerata la migliore in circolazione grazie alla sua velocità e a tutta una serie di innovative opzioni che la contraddistinguono. Ma l’ultima fatica di Microsoft sarà sufficiente per scalzare Gmail dal suo trono o si tratta solo di una “verniciata” tanto estetica e poco sostanziosa? Abbiamo provato a fondo la nuova Hotmail per scoprirlo: i miglioramenti rispetto alla vecchia versione sono tanti e la distanza con Gmail si è ridotta non poco. Vediamo i cambiamenti nel dettaglio.

Organizzazione e filtri. La novità principale della nuova Hotmail è legata all’organizzazione dei messaggi in arrivo. Visto che molti utenti si ritrovano sommersi da notifiche di servizi a cui sono iscritti, newsletter e messaggi promozionali, il team di Microsoft ha voluto inserire l’opzione Sweep (Organizza). Si tratta di un tasto che permette di stabilire con un due soli click dove devono essere indirizzate le mail di alcuni destinatari, ripulendo le caselle più ingombre nel giro di qualche secondo. L’opzione di Gmail in questo settore, i filtri, è in effetti molto più complessa da usare e l’ultima creatura di Microsoft farà la felicità di tutti quelli sommersi da mail non lette.

Più conversazioni, meno mail. Una delle più spiazzanti novità introdotte nel 2004 da Gmail furono le mail radunate in “discussioni” e non più visualizzate come singole risposte. Questo genere di scelta permetteva di tenere ordine nella propria casella riducendo il numero di messaggi. La nuova versione di Hotmail consente, attraverso il pannello delle opzioni, di raggruppare le mail allo stesso modo. Questa modalità, impostata in automatico su Gmail, deve però essere selezionata appositamente. In questo modo chi non ha mai apprezzato il sistema di Gmail può tenersi le mail vecchia maniera. In questo campo Hotmail e Gmail finiscono quindi in parità.

Chat. La chat di Gmail ha fatto da apripista anche in questo settore, permettendo a chi usa il servizio di Google di chiacchierare con i propri contatti. La nuova Hotmail risponde con uno dei pezzi forti dell’artiglieria di Microsoft: Messenger. Il servizio di chat più usato viene infatti integrato alla mail (prima l’integrazione era solo parziale), senza richiedere l’installazione di programmi aggiuntivi o l’apertura di altre pagine web. La chat permette di mandare emoticon, dividere i contatti in liste e oscurare il proprio status online. Purtroppo per la videochat serve scaricare il Messenger completo (ma anche in Gmail serve un programma aggiuntivo), e non sono possibili le chat con più persone nella stessa “stanza”. Qualche problema lo crea poi il metodo di  uscita da Messenger, nascosto in un quadratino vicino al proprio nome: mettere un riferimento più chiaro avrebbe giovato e di sicuro molti utenti avranno più di qualche difficoltà a capire come scollegarsi. In un primo momento l’accesso al Messenger era automatico al momento dell’apertura della mail, ma il team di Microsoft ha modificato questa opzione facendo in modo che chi voglia loggarsi debba farlo cliccando su un link.

Allegati e foto. Qui Hotmail segna un punto a sua favore. La nuova versione del servizio Microsoft permette di allegare singoli file fino a 50 mega e, su più file, fino a 10 giga in 200 allegati. Tutto su una sola mail e sfruttando il servizio SkyDrive. Gmail resta invece ancorata agli allegati da 25 mega massimi.  Per quanto riguarda le foto, Hotmail introduce un nuovo sistema di anteprima che permette di visualizzare un vero e proprio slide show direttamente dal browser. La combinazione della dimensione degli allegati e la nuova visualizzazione delle foto rendono a tutti gli effetti Hotmail perfetta per invio, ricezione e visualizzazione degli album fotografici.

Documenti e Office. Qui il giudizio sulla nuova Hotmail resta sospeso. L’annunciata integrazione con Office web apps non è ancora avvenuta in Italia (è attesa per fine anno), quindi ci si può solo basare su quanto visto nei video dei blog specializzati americani. Nei prossimi mesi arriverà la possibilità di modificare i documenti online (word, power point, excel) con la versione sul web di Office e di condividerli con chi preferiamo. La strada tracciata da Google Docs ha fatto storia, ma per capire quale dei due servizi sia migliore bisognerà aspettare e toccare con mano.

Pubblicità. Sul fronte della pubblicità mostrata sul browser, Microsoft ha compiuto un piccolo passo avanti. Il banner in flash visualizzato sulla destra può essere adesso oscurato attraverso un piccolo comando, anche se dopo qualche click nelle mail il banner torna a farsi vedere. Più che l’ingombro a dare fastidio della pubblicità è il fatto che questa sia realizzata in Flash e rischia di rallentare non poco la navigazione, soprattutto per chi non ha un computer molto potente o una connessione veloce. Volendo è possibile sottoscrivere un abbonamento a pagamento alla versione Plus di Hotmail per non vedere più le pubblicità, ma il costo è di 20 euro l’anno. Le pubblicità solo testuali di Gmail in questo senso restano un compromesso preferibile nell’esperienza finale per l’utente.

Giudizio. Hotmail fa dei progressi notevoli e riesce ad avvicinare la rivale Gmail con la sua ultima versione. Le opzioni di organizzazione dei messaggi, gli allegati più pesanti e la visualizzazione delle foto sono tutti settori in cui il servizio Microsoft batte quello di Google. La mail del motore di ricerca resta però ancora davanti per quanto riguarda la pubblicità, la ricerca interna delle mail, l’integrazione dei documenti (in attesa che Office web apps arrivi da noi) e l’organizzazione e velocità generale. I Labs di Gmail, con le loro opzioni per utenti molto esigenti (ma a volte inutili per la gran parte delle persone) permettono inoltre un livello di personalizzazione ancora sconosciuto per Hotmail.
Hotmail non riesce insomma a battere davvero Gmail, ma la parità tra i due servizi è assai vicina, tanto che chi fosse interessato a migrare verso Gmail dovrebbe rivedere le sue scelte alla luce dei cambiamenti apportati. Chi invece usa già la posta elettronica di Google, a meno che non sia un grande “consumatore” di foto via mail, non troverà su Hotmail niente di così rivoluzionario da giustificare una migrazione.

Scritto per Kataweb

La stessa SonyEricsson, due cellulari molto diversi (per qualità)

E’ incredibile come la stessa casa di produzione riesca a fare due prodotti tanto diversi tra loro. Tanto bello e performante uno, quanto legnoso e fuori tempo l’altro. Sto parlando dell’ottimo Xperia X10 e del deludente Vivaz Pro, che ho potuto testare per Kataweb. La sfida tra Android e Symbian e tra schermo capacitivo e schermo resistivo non regge proprio. Nel 2010 si sa ormai da tempo chi ha vinto.

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