Un appello si sta diffondendo in fretta sul web: “Io sto con Emergency”. L’associazione fondata da Gino Strada è in questi giorni al centro delle cronache per l’arresto di tre suoi operatori italiani in Afghanistan, accusati dal governo locale di un complotto per uccidere il governatore della regione Helmand. Accuse respinte senza esitazioni da Emergency che, per voce del suo fondatore, le ha definite “ridicole”, nonché una “sporca manovra” per cacciare l’associazione dal paese.
Nelle ultime ore, alla tensione tra governo afgano ed Emergency, si è aggiunta la polemica con esponenti italiani della maggioranza. Dal ministero degli Esteri e dal capogruppo al senato del Pdl Maurizio Gasparri, sono piovute dure critiche contro l’associazione umanitaria, accusata di “fare troppa politica”, di avere “un comportamento poco chiaro” e di nascondere armi nelle sue sedi.
Sul sito di Emergency è possibile leggere (in due lingue) e firmare un appello che sottolinea la neutralità dell’associazione, oltre alla sua natura medica e non politica. Una risposta neanche troppo velata alle accuse lanciate dalla maggioranza.
Sul breve testo della petizione si può leggere: “Sabato 10 aprile militari afgani e della coalizione internazionale hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale. Tra questi ci sono tre cittadini italiani: Matteo Dell’Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani. Emergency è indipendente e neutrale. Dal 1999 a oggi Emergency ha curato gratuitamente oltre 2.500.000 cittadini afgani e costruito tre ospedali, un centro di maternità e una rete di 28 posti di primo soccorso”.
La difesa di Emergency è in breve diventata un argomento di dibattito nei blog e nei social network. Dalla sua pagina su Facebook , l’associazione (che ha circa 90 mila fan) ha ribadito l’appello, avvisando anche che a causa dell’alto numero di adesioni il sito sta registrando diversi rallentamenti.
Una nuova pagina è stata aperta per raccogliere le adesioni e, al momento della scrittura di questo articolo, conta circa 4 mila fan, in rapido aumento. L’appoggio a Gino Strada arriva anche dal Popolo Viola che nel suo blog (San Precario) attacca le risposte di Gasparri. Tra i vari blogger che hanno subito manifestato il proprio appoggio ci sono Mantellini, Piero Ricca , Alice Boum, mentre la discussione si sta attivamente sviluppando anche sul social network FriendFeed.
Di posizioni opposte è invece la blogosfera vicina al Pdl, con l’aggregatore Toqueville che ha raccolto post fortemente critici come quello de Il Fazioso che definisce le uscite di Strada come “patetiche” e l’associazione “vicina ai Talebani”.

Alle ultime elezioni regionali un italiano su tre ha preferito non recarsi alle urne, ma in altri paesi europei il “partito dell’astensione” può contare su numeri ancora più forti. Per mettere un freno alla diserzione delle urne, gli inglesi hanno arruolato nientemeno che il re dei social network: Facebook.
Una notizia falsa diffusa in diretta nazionale e nessuna rettifica, nonostante le numerose sollecitazioni. Tanto basta alla “Valigia Blu” (
Il trionfo della Lega Nord e l’alto tasso di astenuti. Sono questi i temi più analizzati dalla stampa estera nel suo giudizio delle elezioni regionali italiane. Le testate internazionali esprimono pareri politici divergenti sulle votazioni, anche in luce delle diverse linee editoriali, attribuendo in alcuni casi una pesante sconfitta a Berlusconi o una forte riconferma per la coalizione di maggioranza. Dove tutti i grandi media mondiali sono concordi è nel ruolo della Lega Nord sempre più rivale in casa del Pdl e nel basso di numero di elettori recatisi alle urne, la cui responsabilità è in gran parte attribuita al caos-liste delle ultime settimane.
Anche nell’Italia della telecrazia, internet e politica formano un connubio sempre più stretto. E’ per questo che i candidati alle prossime regionali si sono lanciati in massa sul web, con siti istituzionali, gruppi su Facebook, account su YouTube e varie sperimentazioni: tutto per provare a fidelizzare il proprio pubblico e conquistare nuovi voti A monitorare l’attività dei politici su internet ci ha pensato un 

