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NON SI TRATTA ancora di una guerra, ma le schermaglie sono già cominciate. La decisione di Apple di entrare nel campo dei social network, con il lancio di Ping, ha subito innescato la reazione del gigante Facebook. Sono bastate poche ore perché il “libro delle facce” bloccasse le funzioni del suo rivale, costringendo la casa di Cupertino a una rapida retromarcia e a un aggiornamento del suo neonato social network.
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E’ BASTATO cliccare su un paio di scarpe in mostra su un blasonato sito degli States: quella che sembrava una semplice sessione di e-shopping per Julie Matlin, “mommy blogger” canadese, si è trasformata in un’avventura ai limiti dello stalking virtuale. Sì, perché quel paio di scarpe (che la Matlin alla fine ha deciso di non comprare), ha continuato a perseguitare la blogger in tutti i siti internet che visitava, riproponendosi con la stessa insistenza attraverso le pubblicità nelle pagine più disparate, fossero essi siti di informazione o blog per fanatici tecnologici.
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Le dimissioni di Berlusconi non bastano più. A quasi un anno dal primo No Berlusconi Day, che il 5 dicembre 2009 portò in piazza quasi un milione di persone (90 mila per la questura), il Popolo Viola convoca una nuova manifestazione nazionale per il prossimo 2 ottobre.
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WIRED ha emesso la sua sentenza: “il web è morto“. La rivista americana, la più importante del panorama digitale statunitense e mondiale, ha lanciato questa provocazione con la copertina di settembre, affidando a due lunghi articoli del direttore Chris Anderson e dell’editorialista Michael Wolff la spiegazione dell’impegnativa epigrafe. Mentre l’uso di internet continua a crescere, il web che tutti navighiamo con i browser diventa sempre meno rilevante – spiega Wired – scalzato da nuovi metodi di fruizione della rete come le onnipresenti “app” che hanno colonizzato gli smartphone e i tablet.
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Doveva essere “una proposta per una rete aperta”, come recitava il titolo: e invece il documento congiunto presentato da Google e Verizon pone le basi per qualcosa di opposto: traffico internet a due velocità, reti private in cui la legge la scrive il proprietario, connessioni mobili senza regole e sottoposte solo al libero mercato. Uno scenario per l’internet statunitense (e non solo) che ha dato il via a una durissima campagna di critiche da parte della stampa e di varie associazioni contro i due colossi.
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Non ci avevo fatto caso qualche mese fa, ma avendola vista ora la segnalo lo stesso perché è troppo divertente. Il celebre network Forza Silvio ha lanciato ad Aprile un “Focus Group” (è così che loro chiamano i sondaggi in cui non si vedono i risultati) sull’energia nucleare. A colpire la mia attenzione è stata questa domanda posta in modo molto neutrale e che di sicuro non avrà influenzato l’opinione dei votanti….
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Hotmail contro Gmail: la sfida inizia a farsi interessante. Il servizio di web mail di Microsoft, primo nel mondo per numero di utenti, ha rilasciato una nuova versione per andare a competere con la posta di Google, oramai da anni considerata la migliore in circolazione grazie alla sua velocità e a tutta una serie di innovative opzioni che la contraddistinguono. Ma l’ultima fatica di Microsoft sarà sufficiente per scalzare Gmail dal suo trono o si tratta solo di una “verniciata” tanto estetica e poco sostanziosa? Abbiamo provato a fondo la nuova Hotmail per scoprirlo: i miglioramenti rispetto alla vecchia versione sono tanti e la distanza con Gmail si è ridotta non poco. Vediamo i cambiamenti nel dettaglio. Il resto su Kataweb
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Doveva rivoluzionare la comunicazione online ed è invece finito nel cestino come una qualunque mail indesiderata. Il progetto Google Wave, lanciato dal motore di ricerca nel maggio del 2009, non verrà più sviluppato. Con un breve comunicato sul blog ufficiale, la compagnia di Mountain View ha annunciato l’interruzione dei lavori su Wave. La motivazione è semplice ed era da tempo sotto l’occhio di tutti: quasi nessuno usa “l’onda” di Google. Il resto su Repubblica.it
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E’ incredibile come la stessa casa di produzione riesca a fare due prodotti tanto diversi tra loro. Tanto bello e performante uno, quanto legnoso e fuori tempo l’altro. Sto parlando dell’ottimo Xperia X10 e del deludente Vivaz Pro, che ho potuto testare per Kataweb. La sfida tra Android e Symbian e tra schermo capacitivo e schermo resistivo non regge proprio. Nel 2010 si sa ormai da tempo chi ha vinto.
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Passare al solare è bello. Se c’è l’incentivo è meglio. I dettagli su Kataweb