Magari il portale Msn non sarà molto utilizzato per le ricerche (compiute attraverso il motore Bing), ma ogni tanto riserva delle chicche meravigliose. Oggi ad esempio segnalava tra le parole più cercate la query “Offerte Lavoro“. Comprensibile in effetti, peccato che se uno ci clicca sopra viene spedito su una ricerca un bel po’ diversa, ovvero “Regali Natale“. Semplice errore dei gestori del portale o messaggio subliminale?

bingfail1

- Home page di Msn.it del 12/12/2009 alle 11 circa con evidenziata la query maliziosa - Cliccare per l’ingrandimento

bingfail21

- Il risultato della query subliminale - Cliccare per l’ingrandimento

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8850329076p400Ho avuto il piacere di leggere “Eretici digitali” di Massimo Russo & Vittorio Zambardino. Diciamolo subito: è un libro che vale la pena comprare (ma viene pubblicato settimana per settimana anche sul sito se siete al verde). Parla di internet in Italia e nel mondo, di informazione e di giornalismo e, caso raro, non è un testo per “addetti ai lavori”, ma un lavoro ben documentato che espone una sua tesi originale, cercando di sfatare alcuni miti nati negli ultimi anni.

Io che mi reputo uno “che ne sa un botto” ho avuto il piacere di scoprire (tante) cose che non conoscevo, ma al tempo stesso credo che la lettura sia godibile anche per chi abbia voglia di capire i meccanismi alla base di internet. C’è un po’ di storia della rete e dei suoi servizi, ma soprattutto c’è lo sguardo di chi ha un po’ di pelo sullo stomaco e non si limita a credere alla panzane che aziende 2.0 e blogger de noantri ci propinano costantemente come fossero verità assolute.
I miei capitoli preferiti sono quelli che trattano della “mistica dell’innovazione” e del potere degli intermediari (Isp, motori di ricerca ecc). Riassumendo in due parole un concetto esposto molto bene in decine di pagine: internet non è il paradiso terrestre e Google non è San Pietro: scarsa trasparenza, situazioni monopolistiche, orrori giuridici sono all’ordine del giorno, ma pare che in tanti non lo abbiano ancora capito e li si vede andare in giro a dire “il mondo fa schifo, la rete è perfetta”.

Purtroppo per loro la rete è una parte del mondo è, di conseguenza, fa schifo almeno quanto tutto il resto. Davvero ottimo il capitolo sulla (scarsa) trasparenza delle piattaforme pubblicitarie online che, secondo me, dovrebbe diventare una lettura obbligatoria per chiunque sia convinto che gratis significhi buono.
Come dicevo prima, gli ultimi capitoli del libro sono dedicati all’analisi del giornalismo contemporaneo, alla sua crisi e a una proposta di rinascita. Un manifesto in 10 punti che tocca anche l’autoriforma della categoria e la invita a prendere coscienza che non siamo più soli. Che dire? E’ un buon tentativo ma da giovane giornalista credo che la voglia della categoria di ripensarsi sia pari a quella che ha di perdere i suoi privilegi. Più che un reboot forse serve una formattazione.

E visto che serve ricominciare, una bella iniziativa è il premio giornalistico legato al libro (2mila cucuzze):

Il premio prende in esame progetti di inchiesta giornalistica che promuovano un uso innovativo di Internet (crowdsourcing, giornalismo collaborativo, mash-up, web 2.0) e degli strumenti del digitale per realizzare un reportage di cronaca attraverso video, audio, testo, fotografie, animazione o attraverso una combinazione degli strumenti sopra elencati.

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Professionismi

0Alla tenera età di 23 anni, 5 mesi e 10 giorni mi sono evoluto (manco fossi un pokemon) al grado di giornalista professionista. I prossimi 40 minuti li passerò a modificare tutti i social network, siti e blog in cui mi definivo praticante.

Ps. Nella foto la tipica reazione alla notizia del mio esame. Libidine coi fiocchi!

articlelargeMagari sarò esagerato io, ma questa cosa mi fa letteralmente schifo. Hanno preso circa 7  tonnellate e mezzo di acciaio riciclato dalle macerie delle Torri Gemelle e lo hanno riutilizzato per farci una nave da guerra. La USS New York (Lpd 21) è stata appena inaugurata (immagini qui, una lunga cronaca del NYT, firmata dal direttore Sulzberger, qui) e alla cerimonia hanno partecipato in massa proprio i parenti delle vittime degli attentati (che, per la cronaca, furono circa 3 mila).

Ho letto qualche stringata agenzia italiana e un paio di pezzi in inglese, ma in nessuno mi è parso che qualcuno abbia anche solo lontanamente provato quella sensazione di disgusto che invece adesso provo io. Evidentemente per tutti è normale che dalle macerie del più grande attentato della storia, venga realizzata una bella nave da guerra capace di (e qui cito testualmente il NYT) “trasportare circa 700 Marines e il loro equipaggiamento in giro per i conflitti del mondo”. Proprio un bel modo di ricordare i propri defunti.

Non contenti hanno anche pensato bene di mettere nello stemma della nave l’immagine dei due grattacieli, scelta a mio modo di vedere assolutamente grottesca e che potrebbe essere interpretata più come un manifesto di vendetta che come l’immagine indelebile di un ricordo.

Tanto per restare in tema di usi più saggi, preferisco piuttosto citare l’esempio di Padova che una trave di Ground Zero se la è fatta spedire e ne ha fatto un monumento in città, a ricordo dei disastri che l’odio può causare.

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thisman_smallEra nell’aria da almeno un paio di mesi e prima o poi qualche grosso quotidiano o telegiornale ci sarebbe cascato. E a cascarci sono stati davvero tanti, molti di più di quanti credevo. Sto parlando del sito “Ever dream this man“, che raccoglie indizi su un uomo il cui volto sarebbe il sogno ricorrente di migliaia di persone in giro per il mondo e che non si conoscono tra loro ecc ecc. Una storia di certo interessante che unisce elementi da spy story (nel globo tutti lo cercano!) con rimandi a problemi psichici dei più diversi, senza disdegnare qualche suggestione metafisica.

Venuto a conoscenza dell’incredibile fatto, Studio Aperto ha realizzato un servizio di un minuto e mezzo nell’edizione delle 12 e 30 del 28 ottobre. Il video del servizio lo trovate sul sito Mediaset (questo il link diretto al video… purtroppo non ci sono funzioni di embedded). All’interno del servizio viene raccontata la storia che si può leggere sul sito thisman.org accennando a malapena il fatto che possa trattarsi di una invenzione.

Non si sono però comportati meglio i siti de La Stampa e TgCom, entrambi pronti a realizzare un bell’articolone su questo fatto, senza premurarsi di controllare che non fosse una baggianata (essendo l’articolo identico sui due siti, devo pensare che sia arrivato da qualce agenzia però). E sul sito ThisMan.org troviamo anche i link alla Bild, a Metro ed altri pezzi grossi della stampa internazionale. Per tutti un bel 2 pagella.

Si perché, come ogni persona di buon senso può immaginare, questa storia non è assolutamente vera e ci vogliono circa 6 secondi per dimostrarlo. Se un sito puzza di bufala, basta recarsi su Whois.org o su Whois.domaintools.com e digitarne l’indirizzo per conoscere chi lo ha registrato. Ecco il risultato:

Registrant Search:
“Andrea Natella” owns about 5 other domains

Domain ID:D150747616-LROR
Domain Name:THISMAN.ORG
Created On:25-Jan-2008 16:02:00 UTC
Last Updated On:24-Jan-2009 12:50:16 UTC
Expiration Date:25-Jan-2010 16:02:00 UTC
Sponsoring Registrar:Tucows Inc. (R11-LROR)
Status:CLIENT TRANSFER PROHIBITED
Status:CLIENT UPDATE PROHIBITED
Registrant ID:tuswXI6c1yuHmCEU
Registrant Name:Andrea Natella
Registrant Organization:Andrea Natella
Registrant Street1:Via dell’orso 43
Registrant Street2:
Registrant Street3:
Registrant City:ROMA
Registrant State/Province:RM
Registrant Postal Code:00186
Registrant Country:IT
Registrant Phone:+39.0668891709
Registrant Email:
Admin ID:tuswXI6c1yuHmCEU
Admin Name:Andrea Natella
Admin Organization:Andrea Natella
Admin Street1:Via dell’orso 43
Admin Street2:
Admin Street3:
Admin City:ROMA
Admin State/Province:RM
Admin Postal Code:00186
Admin Country:IT
Admin Phone:+39.0668891709
Admin Phone Ext.:
Admin FAX:
Admin FAX Ext.:
Admin Email:

Il sito è stato quindi registrato da tale Andrea Natella che ha come indirizzo email “Guerrilla Marketing”. Basta una semplice ricerca su Google per scoprire che si tratta di una agenzia specializzata in marketing virale e innovativo, e per trovare un curriculum del signor Natella. Si può quindi accettare di essere messi nel sacco da questi “esperti” della comunicazione pubblicitaria? Direi di no, visto che l’autore del sito non si è neppure premurato di oscurare i suoi riferimenti sui registri Whois (ci sono dei servizi che lo permettono), quindi ha forse voluto lasciare una traccia per i giornalisti meno fessi, oppure ha ritenuto non necessario nascondere la sua identità (e visto che il servizio sul tg lo hanno fatto, ha avuto ragione). Quale sia il prodotto da sponsorizzare non importa, il problema è che un minuto e mezzo di spazio televisivo e tanto spazio sul web sono stati riservati a questa bella bufala.

Chi sarà il prossimo a cascarci? Si accettano scommesse.

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wahlkampfPortare un proprio candidato al parlamento europeo partendo dalla Svezia era fin troppo facile (parliamo della patria di Pirate Bay). Ma la divisione tedesca del partito pirata è riuscita a prendere il 2,1% dei voti alle ultime elezioni in Germania. Non avrà alcun rappresentante in parlamento (lo sbarramento è del 5%), ma è un risultato non da poco. Adesso è il sesto partito in assoluto e il primo dei non rappresentati in assemblea (fonte Welt).

Tanto per fare le debite proporzioni, in Italia alle ultime amministrative, il movimento per le autonomie di Lombardo ha preso l’1,1% dei voti (ma quanti titoli di giornali ha avuto?), mentre alle Europee del 2009 La Destra& l’Mpa si sono beccati insieme il 2,2% e i Radicali il 2,4% (fonti qui e qui).

Il trend dei partiti pirata diventa quindi un fatto politico rilevante e non più una bizzarria svedese, e può contare su un solido consenso dei giovani che non hanno diritto di voto, ma che a ogni elezione si faranno sentire sempre di più.

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Lunghe assenze e grandi sogni

fps

“Mi faccio il blog, tanto che ci vuole a tenerlo aggiornato?”. Questo è più o meno quello che mi dicevo qualche mese fa. Il fatto che il post prima di questo sia datato giugno la dice lunga. Tanti giorni senza aggiornare il blog non vuol dire però che non ci siano novità. A parte il lavoro (tanto), l’estate (calda) e le vacanze (nessuna), quello che ho in testa insieme ad altri 17 pazzi scatenati è FpS Media, la cooperativa giornalistica che abbiamo appena fondato con un manipolo di ex studenti dell’Ifg di Milano.

Abbiamo appena iniziato a definire statuti e ruoli, ma sarà una bella avventura. Abbiamo anche il sito… Dateci un’occhiata e fatemi sapere!

Ps Quello che vedete in alto è il nostro logo (provvisorio).

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